CONSERVAZIONE & SALUTE DELLA BARRIERA CORALLINA
Conservazione dei coralli e barriere coralline Biorock nelle Isole Gili
Le barriere coralline di Gili sono state gravemente danneggiate dalla pesca del passato e dal riscaldamento dei mari — ecco come il restauro Biorock, la protezione delle tartarughe e le abitudini dei subacquei le stanno ricostruendo.
Scopri le immersioni alle Isole Gili su GetYourGuide ↗Una barriera corallina che aveva bisogno di aiuto
Le barriere coralline attorno alle Isole Gili non sono sempre state nello stato di salute che i subacquei trovano oggi. Decenni di pratiche di pesca distruttive, tra cui la pesca con esplosivi nella regione più ampia, unite ai danni causati dalle ancore delle barche e al periodico sbiancamento dei coralli legato all'aumento delle temperature marine durante i forti anni di El Niño, hanno lasciato ampie zone di barriera danneggiate o morte. Con la crescita del turismo subacqueo negli anni 2000 e 2010, è diventato chiaro che la principale risorsa economica delle isole — la barriera stessa — necessitava di un restauro attivo, non solo di protezione da ulteriori danni. È questo che ha spinto i progetti di ripristino dei coralli oggi visibili attorno a tutte e tre le isole.
Che cosa sia realmente il Biorock
Il metodo di restauro più noto utilizzato intorno alle Gili è il Biorock (chiamato anche accrescimento minerale): strutture in acciaio saldato posizionate sul fondale marino e collegate a una corrente elettrica molto bassa e sicura, solitamente alimentata da pannelli solari o fonti di energia vicine. La corrente fa sì che i minerali disciolti nell'acqua di mare cristallizzino sull'acciaio, formando un rivestimento simile al calcare a cui i frammenti di corallo possono essere fissati e su cui possono crescere molto più rapidamente e in modo più affidabile che su roccia nuda o sabbia. I subacquei possono vedere decine di queste strutture — spesso a forma di cupola, arco o scultura — sparse nei siti di immersione e snorkeling vicino a tutte e tre le isole, che si ispessiscono gradualmente di corallo nel corso degli anni.
Iniziative per la protezione delle tartarughe
Accanto al ripristino delle barriere coralline, le iniziative locali di conservazione sulle isole si sono concentrate sulla protezione delle tartarughe marine, inclusi programmi di incubazione e allevamento che raccolgono le uova a rischio di minacce naturali o umane, le incubano in sicurezza e rilasciano i piccoli in mare, un modo per migliorare le loro probabilità di sopravvivenza nella fase più vulnerabile della vita di una tartaruga. I centri diving locali e i gruppi comunitari hanno inoltre lavorato per ridurre le catture accidentali di tartarughe e scoraggiare la pratica storica, oggi in gran parte cessata, di prelevare tartarughe o le loro uova per consumo o commercio. Nulla di tutto ciò garantisce l'avvistamento di tartarughe in ogni singola immersione, ma è parte del motivo per cui continuano a essere così costantemente presenti intorno alle isole ancora oggi.
Chi gestisce questi progetti
Gran parte del lavoro di conservazione attorno alle Gilis è coordinato da organizzazioni locali di tutela marina che collaborano con le comunità e i centri diving, finanziato in parte da piccoli contributi ambientali per immersione o per soggiorno raccolti dagli operatori aderenti. È un modello davvero dal basso, non una riserva gestita dal governo, il che significa che ritmo e copertura dei lavori di ripristino dipendono fortemente dai fondi locali e dal volontariato di anno in anno. I sub curiosi dei dettagli — quali barriere coralline sono attualmente siti di restauro attivi, o come funzionano i sistemi di contribuzione — farebbero meglio a chiedere direttamente al proprio centro diving, poiché le specifiche possono cambiare.
Ecco come appare un'immersione responsabile qui.
Per i sub in visita, il contributo pratico è semplice: mantenersi ben lontani dalle strutture Biorock invece di toccarle o appoggiarvisi, poiché sia la corrente elettrica sia la delicata crescita del nuovo corallo vengono facilmente disturbate; curare attentamente l'assetto in immersione sull'intera barriera; e scegliere una protezione solare reef-safe, dato che alcuni filtri chimici ad alte concentrazioni sono collegati allo stress dei coralli. Molti operatori chiedono inoltre ai sub di non nutrire o toccare la fauna marina, incluse le tartarughe che rappresentano la principale attrazione — in parte per il benessere degli animali, e in parte perché abituare le tartarughe al contatto umano non è positivo per loro a lungo termine.
Perché questo è importante quando si sceglie un centro diving
La salute della barriera corallina determina direttamente quanto a lungo l’immersione resti di alto livello, e questo offre ai centri sub un reale incentivo economico a sostenere il ripristino, non solo a farne marketing. Quando si confrontano gli operatori, è ragionevole chiedere se contribuiscono a progetti locali per la barriera o per le tartarughe, se organizzano gruppi piccoli per limitare l’impatto dei sub sui siti più fragili, e se istruiscono gli ospiti sul galateo del non-tocco prima di entrare in acqua: le risposte sono un buon indicatore di quanto un centro prenda sul serio la barriera da cui dipende, al di là di ciò che è scritto sul suo sito. Un centro che sa spiegare in termini concreti il proprio contributo ambientale, invece di un vago accenno, è di solito uno che prende sul serio la barriera anche nella pratica.
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